Sul “Cappuccio” dei Selva Capuzza, un’Antica Culla di Umanità... Testi di
Sylvia Vezzola Foto di
GB Services Studio
Colli Morenici - STORIA NELLA STORIA
Si chiamavano
Cantine Hirundo, da rondine. Il Conte Bonmartini le fondò, pensando ai
movimenti migratori delle rondini, che avvengono con la vendemmia di settembre e con l’imbottigliamento di primavera.
Presero il nome di Colli a Lago grazie alla famiglia Formentini, attiva da 4 generazioni nella vitivinicoltura, e segnarono alcuni momenti importanti dell’enologia della zona: lo
sviluppo degli spumanti ottenuti con il
vitigno Lugana, l’ideazione di un vino da fine pasto ottenuto con il vitigno “Tocai”, (ora “Friulano”), che portò fino alla Doc San Martino della Battaglia “Liquoroso”, la fiducia data alla produzione di Lugana in purezza e la riscoperta del “Tocai” (sempre della Doc San Martino della Battaglia) attraverso lo studio e la selezione clonale del vitigno.
Con il passare degli anni, attorno alle
Cantine Colli a Lago, nasce una realtà completa: nel 1983 venne costituita l’Azienda Agricola Selva Capuzza, con l’acquisizione della omonima Cascina e dei terreni a vigneto ad essa adiacenti.
Nel 2003 venne acquisito Borgo San Donino, antico casale di origine trecentesca. Ora la Colli a Lago si trova in posizione centrale rispetto alla Cascina Capuzza ed a Borgo San Donino, costituendo insieme a loro un vero e proprio “percorso”, lungo 870 passi, che porta dai vini al cibo fino all’arte del tempo ritrovato.

Dolci colline, morbide curve, accoglienti e sinuose come il corpo di una donna non più giovane, che ha smesso di levigare il suo corpo e si lascia vincere dai suoi anni, da una maternità che l’ha resa ancora più calda e distesa. Viti nodose, come le articolazioni di un vecchio contadino che ad esse ha dedicato la vita, dissetandole con il sudore del suo duro lavoro. Edera, un manto di sposa, che a tratti lascia intravedere la pelle chiara della giovane. Al centro una cascina, pietra, stabilità, fortezza, riparo, rifugio, fuoco, brodo caldo e pane raffermo.
Lì il vecchio ”
tirava il fiato” e rilassava i muscoli stanchi ma ancor vigorosi, godendo del consueto rito della cena e della danza della sua amata compagna di vita, mentre prepara la cucina per la colazione dell’indomani. Visioni. Sono visioni di un mondo contadino semplice e umile quelle che vedo. Come lamine d’acciaio lucente mi fanno inciampare e mi arrendo a ciò che vedo.
Dove ora nascono queste viti si è combattuta una memorabile battaglia, un disperato grido di urgenza per una democrazia, la battaglia di Solferino e San Martino.
Quattro schieramenti, francesi e piemontesi da un lato dei colli, ungheresi e austriaci dall’altro e un colonnello, che unisce i medici di ogni schieramento per un soccorso indistinto ai feriti, senza badare alla nazionalità. Questa culla verdeggiante ha cambiato colore durante la battaglia, il sangue delle vittime e dei feriti ha nutrito questa terra e ha cambiato la storia. Siamo nel l’anno 1859 e nasce la Croce Rossa Internazionale.

È il 2009 e Luca Formentini, proprietario di Selva Capuzza, mi narra ogni episodio al quale questo territorio ha prestato testimonianza. Al caldo di un caminetto acceso, con un bicchiere di “Tocai” di San Martino della Battaglia in mano, mi porta a spasso nel tempo. In quel vino vedo il sangue della guerra, poi l’amore della carità dei soccorritori. Porto il bicchiere alla bocca e sento il calore delle ferite, poi quello di un abbraccio.
È la magia di questo posto, un’antica culla di umanità.
“Il prodotto attorno al quale ruota l’attività dell’azienda è il vino. Rappresenta il biglietto da visita di questa zona semplice e povera”.
Nel 1983 la famiglia Formentoni inizia un’avventura incredibilmente bella di arricchimento personale e umano. Danno vita alla prima attività agrituristica della Lombardia. La cascina si dedica così all’aspetto ricettivo, curando una cucina semplice, che dona primaria importanza alla qualità della materia prima. Selva Capuzza (da cappuccio, parte alta della collina), diventa un luogo nel quale si incontra il frutto del vigneto, abbinato ai prodotti del territorio. Un bicchiere permette di coglierne le diverse sfumature.
Assaggio con Luca i prodotto della sua azienda, dal Lugana al Garda Classico, passando per il San Martino della Battaglia che proprio in questo periodo sta attraversando un’ulteriore traversia legata all’impossibilità di nominare il vitigno dal quale nasce.

Questo vino fine, elegante ed equilibrato resta il principe incontrastato dell’azienda.
Discreto e sincero, rappresenta ai miei occhi questo territorio perseguitato, questa terra calda e ricca di storia, di vita.
CASCINA CAPUZZA e CANTINA COLLI A LAGOLocalità Selva Capuzza - Desenzano del Garda