Bagolino e Gaver

Bagolino e Gaver - Testi di Milla Prandelli

Fino a primavera, tutto, sulla piana del Gaver e sulle cime che la dominano, per primo il cronone Blumone, sarà ricoperto dalla neve e dal ghiaccio, cristalli ingioielleranno e renderanno ancora più bello uno dei luoghi incantati del bresciano, dove d’estate le vacche pascolano e i malghesi lavorano spesso sotto gli occhi di escursionisti e turisti che qui cercano svago e frescura.
L’inverno, quando la natura si addormenta, iniziano altre attività: quelle legate al turismo invernale, dallo sci alle ciaspole. Il tutto si condisce dei sapori tipici e dalla vicinanza di una delle cittadine più pittoresche del bresciano: Bagolino, di cui il Gaver è la diretta appendice anche se, curiosamente, il territorio è di proprietà di Breno e della Valcamonica. “amministrativamente il Gaver è camuno -spiega Zeno Marca- presidente dell’Agenzia del Territorio di Vallesabbia, ma culturalmente e tradizionalmente è sabbino e soprattutto bagosso”.
Localismi a parte, la conca del Gaver, che sia camuna o sabbina, è di per certo una delle zone montane più importanti del bresciano, che sia l’estate sia l’inverno richiama migliaia di persone, attratte tanto dalla bellezza dei paesaggi, quanto dai sapori.
Data la stagione, Vini e Cucina Bresciana consiglia di trascorrere un giorno nel comprensorio “Gaverland”, che offrono 8 piste per la discesa e una pista per il fondo. “si tratta di una quindicina di chilometri- sottolinea Zeno Marca- che offrono attrattive per sciatori di tutti i tipi: sia quelli che amano la velocità e le piste nere, sia chi preferisce scendere lentamente godendo dei nostri panorami”.
I costi sono competitivi: si scia ad appena 22 Euro per tutto il giorno con riduzioni per anziani e bambini. Il martedì e il venerdì, poi, a 15 Euro si può divertirsi anche la sera alla luce della luna e degli impianti di illuminazione della pista Cabras.
Tolti gli sci il Gaver e la vicina cittadina di Bagolino, continuano a essere motivo di interesse. Da non perdere la cucina dell’hotel residence Blumon Break, che si affaccia direttamente sulla piana. Il proprietario Stefano, difatti, propone delle fantastiche pennette alla bagossa che hanno la caratteristica di essere in bianco. Normalmente a Bagolino, sono condite con salsa di pomodoro e con il tipico formaggio ormai noto in tutto il mondo. All’ombra del cornone del Blumone, forse per tributo alla neve e al ghiaccio, sono servite senza pomodoro, in modo da esaltare il sapore del bagosso, che trionfa e si fa gustare in tutte le sue caratteristiche. Tutto, nel rustico ristorante in cui predominano le linee semplici e il legno, fa venire l’acquolina in bocca, come per esempio le lavagnette vegetariane e le omelettes con i funghi e il formaggio. A rendere pranzo e cena indimenticabili saranno anche l’assaggio del bagoss e di alcuni prodotti tipici.
Alla conca del Gaver è anche possibile comperare le squisitezze bagosse. L’estate potrete andare direttamente nelle malghe e in ogni stagione troverete il negozio di alimentari “Bruffione” della famiglia Stagnoli, che produce un ottimo bagoss: l’unico ottenuto da vacche al pascolo nella zona della piana del Gaver ma in territorio del comune di Bagolino. Un “bagoss” di frontiera insomma, di qualità sopraffina, curato dalle mani sapienti degli uomini della famiglia che l’estate vivono in malga mentre l’’inverno continuano l’attività di produzione in paese. Scendendo dalla conca del Gaver, a 8 chilometri di distanza dalla conca, merita uno sguardo la Valdorizzo, che in estate è nota per la pesca e per la possibilità di praticare la canoa mentre d’inverno rappresenta uno scenario naturale di rara bellezza, raggiungibile anche con gli sci.
Più giù, tornando verso il fondo valle lungo la strada tutta a tornanti che già di per se rappresenta una attrattiva per i panorami che offre, non si potrà non fermarsi a vedere Bagolino. Di giorno e di notte, al caldo o al freddo, passeggiare per le anguste e ripide viuzze della capitale bagossa resterà nella memoria. Forte di una storia più che millenaria e cha affonda le sue radici nella preistoria quando l’uomo colonizzò il lago di Ravedone, Bagolino è architettonicamente uno dei siti più interessanti dell’arco alpino, anticamente strutturato nella tipica forma di esse rovesciata e diviso nei quartieri di Osnà e Cavril. Le sue case sono alte, per lo più di origine medievale, addossate una all’altra e caratterizzate da portici, sottopassaggi, piccole terrazze, ballatoi, inferriate in ferro battuto, affreschi murali, solai in legno e la copertura con tegole in cotto o raramente con ardesia “scàe”. La via forse più caratteristica è la via Portici, in passato la strada principale del paese.
Passeggiando per le stradine lastricate si potranno acquistare i prodotti tipici del posto oppure provare i piatti del territorio nei vari ristoranti, tutti di buon livello.
Ecco allora trionfare la selvaggina, i “malfacc” oppure le “mereconde”, i “func en grèdèzele” oppure lo “sgusét”. Da provare assolutamente sono le polente e in particolare quella alla bagossa. In paese si cucinano anche il cappone, gli uccelli alla panna e la torta di rane. Da restare sorpresi quando il tutto è concluso dallo zucchero amaro fatto col rabarbaro e da un grappino o liquore aromatizzato con le erbe che nei pascoli di qui, rendono unico persino il latte che poi diventa il bagoss. Da non perdere, tra le tante manifestazioni che costellano l’anno della comunità, che è composta anche dagli abitanti di Ponte Caffaro, è il carnevale, i cui protagonisti sono i maschèr e i balarì, cioè i figuranti in abiti tradizionali e i ballerini. L’aspetto più spettacolare è senza dubbio rappresentato dai ballerini, che vestiti con giacca e pantaloni al ginocchio scuri ornati da ricami, calze bianche lavorate, camicia bianca, cravatta scura, un lungo scialle di seta e tracolla di velluto ricamato, danzano sotto le case di amici e parenti, ma soprattutto di coloro che hanno prestato loro l’oro usato per adornare i cappelli totalmente ricoperti di fettuccia rossa, nastri colorati e gioielli. Il costume maschile indossato dai Mascher, invece, è generalmente nero.
È composto da pantaloni al ginocchio con patta quadrata, giacca, gilè e camicia bianca. Il polpaccio è coperto da ghette chiuse con lunghe file di bottoni. Caratteristica saliente sono gli sgalber, zoccoli chiusi con suola di legno. Il costume femminile, interamente tessuto a telaio, è costituito da ampia gonna lunga fino ai piedi e da un corpetto attillato.
Si completa con grembiule di lana robusta, sulle spalle un fazzoletto con ricami floreali che si incrocia sul petto e un ampio scialle di lana che copre il capo e le spalle. Durante i giorni del carnevale, che spesso arriva fin sulle piste di Gaverlandia, tutto il paese si anima, giorno e notte: il vino rende ilari e le specialità gastronomiche la fanno da protagonisti.
Luoghi, cultura, profumi e sapori che qui, non si possono facilmente dimenticare.

Il Gaver dista da Bagolino 13 Km. e ospita 2 sciovie (capienza 1300 persone/ora) che si collegano al Monte Misa, e una pista ad anello per gli appassionati di fondo lungo un suggestivo itinerario di 5 Km. che percorre tutta la piana del Gaver. Vari i rifugi e le locande dove poter dormire e mangiare.

Per Informazioni:
Comune di Bagolino e Ponte Caffaro  - Via Parrocchia, 34 25072 - Bagolino -Tel. 0365 904011