Gusti & Sapori della Bassa Bresciana

Gusti & Sapori della Bassa Bresciana -  Testi di Milla Prandelli  -  Foto di GB Services Studio  

Era il finire del quindicesimo secolo quando Bernardino Martinengo, conte e proprietario di Borgo San Giacomo, fece costruire la sua dimora, che probabilmente ideò personalmente, coniugando le esigenze abitative della sua famiglia a quelle difensive, dettate dall’amore odio con la vicina proprietà dei Gambareschi e dei Cremonesi.
Al nobiluomo, nato in una delle famiglie più illustri della Lombardia medievale, si deve il Castello di Padernello, la magnifica costruzione circondata da fossato, che oggi è sede di eventi culturali gestiti dalla fondazione “Nymphe”, che oltre a studiarne la storia e promuoverne l’immagine, si dedica alla riscoperta della bassa pianura.
Da qui, dai muri vetusti di uno dei manieri più conosciuti del bresciano, parte l’itinerario alla scoperta dei luoghi attorno a Borgo San Giacomo.
Sono posti in cui tutto sembra ricordare il passato, che si svolse in armonia con la natura che nell’ultima propaggine della Leonessa d’Italia si presenta in tutta la sua bellezza, quieta come in una sinfonia classica, fatta di note dolci e ovattate.
I luoghi attorno al castello sono ricchi di attrattive, tanto da consigliare di trascorrere un’intera giornata a zonzo per il paese e nelle località adiacenti, tra cui vogliamo ricordare Acqualunga, Villagana e Villachiara, paesi che conservano importanti memorie del passato.

Qui, ogni cosa è in bilico tra realtà e leggende, tutto racconta di una terra abitata da tempi remoti, cui nobili, religiosi e gente semplice vissero a stretto contatto con il ciclo delle stagioni. La primavera, per i suoi colori e per l’improvviso fiorire di piante, arbusti e fiori, è la stagione ideale in cui immergersi in atmosfere sempre magiche come spesso appaiono questi luoghi della “Bassa”.
Naturalmente, da non tralasciare è anche la gastronomia dei luoghi fatta dai casoncelli, dalla selvaggina di piuma, cucinata in modo ricco e gustoso e dalle impedibili mariconde.
Il vero e proprio itinerario che vi consiglio, inizia la mattina con la visita d’obbligo al bellissimo castello di Padernello. Una costruzione che ancora oggi racchiude tutto il suo fascino, quasi a rappresentare il castello delle fiabe, come lo ricordiamo fin da bambini, con torri e fossato. L’apertura del castello è la mattina attorno alle 9.

L’ingresso è a nord della struttura, bassa e squadrata, realizzata in mattoni e pietra. A salutare i visitatori, come un tempo è l’antico ponte levatoio, ancora perfettamente funzionante, che immette nella corte quadrata, sui due lati si notano gli eleganti portici dove si riconoscono gli stemmi delle famiglie Martinengo e Colleoni, cui si deve un altro bel castello nella bergamasca..

Sul lato sud del cortile c’è un edificio in stile lombardo, che ricorda le costruzioni del mantovano con un loggiato a pilastri. Il lato nord invece è stato rimaneggiato in pieno, nel 700 per opera dell’abate Marchetti forse per ordine del Gerolamo Silvio Martinengo e di suo fratello Bartolomeo.
È visibile anche un cortile sempre in stile settecentesco, che è stato costruito dove c’era il mastio.
Dall’esterno, invece, si vedono una torretta e una torre che appartiene al mastio centrale, ancora esistente.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.castellodipadernello.it oppure quello del comune di Borgosangiacomo, www.comuneborgosangiacomo.it, che propongono anche tanti itinerari e segnalano eventi di vario tipo connessi con la storia del maniero.


Usciti dal castello sarà la volta di appagare i desideri del palato.
I luoghi consigliati sono tre, il vicino ristorante Antica Posteria dell’Aquila Rossa, La Locanda del Vegnòt (in Padernello)  e l’Agriturismo da Amaride a Scarpizzolo di
San Paolo, agriturismo, che propone gustose ricette fatte esclusivamente con i prodotti dell’azienda.

L’Aquila Rossa, che ha una storia antica quanto il castello, ha anche una significativa forma architettonica, con caratteristiche “porte Botteghe” che nel bresciano si vedono solo qui e a Longhena.
Sorge all’incrocio del “limes n.44” lungo una strada romana e con tutta probabilità a quel tempo fu luogo per il cambio dei cavalli e il suo nome è dovuto ai simboli delle centurie romane. L’osteria è sopravvissuta ai secoli, arrivando sino ai giorni nostri.
All’inizio del XX secolo il Touring Club la segnalava quale albergo ad una sola camera.
Da qualche anno tutto rivive grazie a Natale Gallia e Nadia Galleri. I piatti da non perdere vanno, dagli antipasti ai dolci, tutti caserecci.
I titolari servono ottimi casoncelli alle erbette, alla ricotta e alla zucca, ma non mancano il salmì di lepre, che in bresciano viene chiamata
la “legor”, le tagliatelle ai fegatini e quelle alla lucanica. In menù ci sono anche le mariconde, un vero e proprio piatto del passato, le mitiche palline dorate di pasta, fatte con uova, formaggio, burro e pane servite in brodo.
Tra i secondi la scelta non è meno limitata: ecco allora faraone e fagiani, la tagliata di petto d’anatra e l’oca al forno, ma anche grigliate, delicate tagliate e lo stracotto d’asino. Il tutto sempre anticipato da frittatine e salumi, completato da torte fatte in casa.
Anche gli ottimi vini non mancano, con una predilezione per i rossi, che in carta sono più numerosi. I giorni di chiusura sono il lunedì e il martedì, per prenotazioni e maggiori informazioni potete chiamare il numero 030 948222 dopo le ore 17.
Altro locale che vi voglio segnalare è La locanda del Vegnòt, un locale inserito in un antico casolare recuperato dove tutto è stato mantenuto così come il tempo tende a levigare. Un locale versatile in grado di soddisfare diverse esigenze. Il piano terra, riservato alla ristorazione di impronta casalinga nostrana, è composto da sale in grado di ospitare anche banchetti nuziali e cerimonie di vario genere; il piano superiore è riservato esclusivamente a tutti quei clienti che non intendono consumare un vero pasto ma vogliono degustare un buon bicchiere di vino accompagnato da salumi, formaggi e altri stuzzichini.
Spostandosi, di un paio di chilometri dal castello, a Scarpizzolo di San Paolo, potrete pranzare nell’accogliente agriturismo da Amaride. Un vero agriturismo, dove i prodotti ottenuti, vengono tutti somministrati all’interno dell’Agriturismo. L’Azienda coltiva, frutta, piccoli frutti, ortaggi, farro, mais. Alleva e macella animali di bassa corte, suini e produce direttamente i propri salumi. Potrete degustare il tutto con menù completo a 22 euro, scoprendo i veri gusti legati alla tradizione della Bassa Bresciana.

Dopo il pranzo la gita continua, potrete dirigervi a Acqualunga, Villagana e Villachiara. La prima delle località, oggi frazione di Borgo San Giacomo, dove la leggenda narra sorgesse una città scomparsa, Ghisalba ahi bella”.
Le persone anziane del posto, indicando il luogo preciso dove c’erano case e vie, consigliano di evitare di fermarsi la notte, poiché potrebbe apparire, una donna vestita di nero portatrice di sventura perché ferita dall’uomo amato e quindi desiderosa di vendetta. Nell’area indicata, che è la località Caselbertino, sono stati trovati i resti di una strada romana.

Acqualunga, nel tempo, ha restituito diversi oggetti sia dell’epoca preistorica sia di quella celtica e latina.
Da Aqualunga si raggiunge Villagana, frazione di Villachiara dove resta un prezioso leone alato, simbolo della presenza della Serenissima Repubblica Veneta nella bassa bresciana.

La giornata si conclude a Villachiara, con la chiesa parrocchiale dedicata a Santa Chiara e il castello, originario del XV secolo, anche in questo caso fatto costruire dalla famiglia Martinengo.
All’interno sono conservati affreschi di un certo pregio, attribuiti a Lattanzio Gambara, al Paglia e al Romanino.
Si riconosce anche il tracciato del fossato.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.comune.villachiara.bs.it
Una proposta d’itinerario che vi farà scoprire posti affascinanti, ricchi di storia e di tradizioni, proprio qui vicino a noi, in questa provincia che non smette mai di stupirmi.