Olive da mensa - Testi di
Maria Grazia Barone Fotografia
GB Services Studio
Chi riesce a resistere alla tentazione di addentare la polpa fragrante delle invitanti olive verdi che immancabilmente ci vengono servite insieme ad ogni aperitivo? Il colore e le dimensioni di questo frutto attirano la nostra vista e il piacevole gusto leggermente amarognolo e salato stuzzica il nostro palato. Le olive, verdi, nere, o cangianti, sono presenti nella cucina regionale di tutt’Italia e il loro impiego non si limita ad accompagnare gli aperitivi, bensì sono ingredienti indispensabili per molti piatti ai quali conferiscono sapidità e carattere.
L’utilizzo delle olive nell’alimentazione umana è antichissima ed è documentato dal ritrovamento di noccioli in diversi scavi archeologici di epoca protostorica.
I Romani, che svilupparono notevolmente la coltura dell’olivo, hanno lasciato dei veri e propri trattati sull’olivicoltura, sulle tecniche di produzione dell’olio e sui metodi di conservazione delle olive.
Fra i numerosi autori ricordiamo
Columella che ci ha tramandato alcune ricette per la preparazione di
olive schiacciate ed intere, che venivano poi aromatizzate con vari ingredienti come il mosto,l’aceto, i semi di finocchio, il lentisco.
Nei secoli successivi l’utilizzo delle olive in ambito alimentare è stato continuo e comune a tutti i ceti sociali, esse, infatti, sono spesso citate nei ricettari di cuochi prestigiosi del passato, allo stesso tempo, costituivano un economico ed accessibile companatico per contadini e braccianti che, invece, avevano il problema costante di placare la fame. Inoltre le olive, specialmente quelle verdi in salamoia, godevano di un certo credito anche in ambito medico in quanto erano considerate molto efficaci a stimolare l’appetito.
Il fruttoAbbiamo avuto modo di descrivere il ricco patrimonio varietale olivicolo italiano. Esso, a sua volta, può essere ulteriormente classificato in base alla destinazione di utilizzo dei frutti. Avremo così tre gruppi:
•
cultivar da olio•
cultivar da mensa•
cultivar a duplice attitudineLe caratteristiche che contraddistinguono le
cultivar da olio sono l’
elevata produttività, l’alta resa in olio e la qualità di quest’ultimo.
Le varietà da mensa, invece, si devono distinguere per un buon sapore ed aroma del frutto, per una elevata percentuale di polpa rispetto al nocciolo, per la consistenza della polpa che deve essere compatta (quasi croccante) per le olive verdi e non molliccia per le olive nere, per la sua attitudine alla lavorazione industriale.
Nelle cultivar a duplice attitudine rientrano quelle varietà di olivo che assommano in misura variabile le caratteristiche positive di entrambi i gruppi di varietà. In Italia le cultivar da mensa sono molto numerose, ciò costituisce un limite ed allo stesso tempo una ricchezza per il settore in quanto, se da un lato non c’è un’offerta massiccia di olive con caratteristiche uniformi per approvvigionare le industrie di lavorazione di media e grande capacità, per altri versi la diversificazione varietale permette produzioni di nicchia tipiche per ogni territorio. La produzione media annuale di olive da mensa in Italia si attesta intorno a 65000 tonnellate, un quantitativo insufficiente a soddisfare i consumi tanto che si ricorre ad importazioni medie annue di 60000 tonnellate di olive dalla Spagna, dalla Grecia e dal Marocco.

Le olive destinate alla mensa possono essere raccolte in
3 possibili fasi di maturazione:
verdi: vengono raccolte quando hanno raggiunto adeguate dimensioni, prima dell’invaiatura.
Il colore varia del verde al giallo paglierino;
cangianti: frutti di colore rossastro, raccolti al momento dell’invaiatura;
nere: frutti raccolti a maturazione piena, con un colore porpora o nero.
Principali cultivar italiane da mensa Sicilia verdi: Nocellara del Belice Etnea verdi e nere: Giarraffa
Puglia verdi: Bella di Cerignola, Sant’Agostino
Toscana verdi: Santa Caterina
Marche verdi: Ascolana Tenera
Sardegna verdi: Pizz’eCarroga, Tonda di Cagliari
Campania verdi e nere: Ortolana
Basilicata verdi: Dolce di Melfi
Principali cultivar italiane a duplice attitudineSicilia nere: Ogliarola messinese Moresca
verdi e nere: Tonda Iblea
Puglia verdi: Coratina
nere: Mele, Pasola, Provenzale
verdi e nere: Termite di Bitetto
Calabria nere: Grossa di Cassano Dolce di Rossano verdi e nere: Carolea, Tonda di Strangoli
Basilicata nere: Maiatica di Ferrandina
Lazio nere: Istrana o Oliva di Gaeta
Abruzzo verdi e nere: Cucco, Intosso
Campania verdi: Ortice
Liguria nere: Taggiasca
Altre verdi e nere: Leccino
... continua