Orto o Giardino? Testi di
Umberto Zonca Parte prima
Parte seconda Parte terzaCos’è un giardino? Cos’è un orto?Un giardino è un po’ come un sogno, nasce dalla fantasia e ognuno se lo fabbrica da sé, seguendo una specie di regia, dettata dai ricordi e dalle impressioni che ognuno di noi ha ed anche, naturalmente, dall’ambiente; e l’orto per me, è un giardino, assai mutevole con il cambiare delle stagioni, dove crescono vegetali commestibili.
Perché non unire allora l’utile al dilettevole, facendo di ogni giardino un orto e di ogni orto un giardino. Certamente, l’idea dell’orto/giardino o del giardino/orto, secondo quale dei due aspetti predomini, nasce in tempi ben lontani nei paesi orientali ove è in voga questa moda, diffusasi poi negli ultimi tempi anche in occidente, in Italia se ne comincia a parlare.

Come conciliare quindi queste due attività, bisogna subito premettere che l’orticoltura è spesso più esigente della coltivazione di piante ornamentali, in ogni caso, prima di intraprendere l’avventura orticola, è sempre bene dare un’occhiata da vicino al terreno disponibile, allo scopo di individuarne le carenze o gli eventuali eccessi in elementi nutritivi o anche strutturali. Un’analisi accurata del terreno fornisce un dato di partenza importante per qualsiasi tipo di coltura, saprà dirci se il nostro suolo è povero di macro o micro elementi o anche di uno solo di essi, o se ha bisogno di correzioni che ne modifichino al meglio la struttura (terreni troppo compatti o troppo poco, acidi o alcalini, ecc.) Nel caso, si interverrà con appropriate concimazioni che apportino gli elementi mancanti o ne modifichino la struttura. Alla base di un’ottima riuscita della coltivazione, è fondamentale una buona concimazione organica che apporta al terreno una quantità di humus, oltre che di elementi nutritivi, fondamentale per uno sviluppo armonico delle piante e una loro elevata resistenza alle malattie. Concimare, e in particolare concimare con concimi organici (ad esempio, stallatico) significa rivitalizzare il terreno, e la base per avere un orto sano è un terreno vitale, con almeno un 2% di humus. Una pianta in ottima salute, resiste molto meglio di quella malaticcia anche agli attacchi di eventuali parassiti. Da tenere presente il letame, quello fresco è bene spargerlo sul terreno in autunno, mentre quello più maturo si può distribuire poco prima della lavorazione del terreno, la permanenza sul suolo nel periodo invernale del letame fresco, generalmente ricco di paglia, fa si che questo si trasformi in composta opera di microrganismi, e sia quindi adatto a venire interrato in primavera; se sotterrato fresco, questo soffoca e si trasforma in una specie di torba. A proposito poi del consumo di sostanze nutrienti da parte degli ortaggi, questi si possono suddividere in:
Ortaggi forti consumatori: tutti i tipi di cavoli, i porri, il sedano, i cetrioli, le zucche, gli zucchini, il rabarbaro, i pomodori, i peperoni, le melanzane. Essi hanno bisogno di un terreno ricco di humus e di elementi nutritivi; il terreno destinato a queste coltivazioni va ben concimato preventivamente con una buona dose di letame.
Ortaggi medi consumatori: la carota, la scorzonera e la bianca, le insalate, la barbabietola rossa, i ravanelli, le rape, il finocchio, gli spinaci, l’aglio e la cipolla, i cardoni e i carciofi, le patate. Il terreno destinato a questi ortaggi non hanno bisogno di forti dosi di letame, che comunque, se apportato, deve essere ben maturo, in particolare per le bulbose o tuberose.
Ortaggi deboli consumatori: le leguminose (fagioli, piselli, ceci, fave, lupini) in genere; queste prosperano bene anche in terreni dove l’anno prima erano piantati ortaggi forti consumatori e addirittura migliorano la fertilità del terreno per mezzo delle loro particolari radici, dove solitamente albergano batteri del genere Rhizobium, in simbiosi con molte leguminose, che hanno la proprietà di fissare l’azoto atmosferico. In questo caso, non occorrono concimazioni, in particolare quelle azotate, mentre possono essere utili quelle fosfo-potassiche.
Ma veniamo ora, dopo questa breve premessa sul terreno che credo sia fondamentale per avere buoni risultati non solo in orticoltura, ma anche nel giardinaggio, al nostro tema, l’orto giardino o il giardino orto.
Molti di noi hanno già un giardino e magari, senza stravolgerlo completamente, lo vogliono far diventare un giardino-orto. Quali sono gli interventi da fare per avere buone possibilità di ottenere in questi spazi, spesso già occupati da altre piante, un orto rigoglioso? Data la stagione, parleremo naturalmente dell’orto-giardino relativo al periodo autunno invernale. Bisogna anzitutto trovare il modo di disporre di alcune aree in cui vi sia una buona disponibilità di luce per l’intera giornata. Molti ortaggi, infatti, non prosperano se posti in posizioni di mezzombra o ombra, inoltre la vicinanza di piante arboree o anche arbustive di grosse dimensioni, fa si che il terreno sia spesso “invaso” dalle radici di queste piante, molte volte anche assai in superficie (basti pensare all’apparato superficiale e infestante della comune mimosa). Minore fastidio lo danno certi fruttiferi (peschi, albicocchi, ecc.), in particolare per le colture autunno-invernali, anche se la caduta delle foglie rende necessario un lavoro di pulizia abbastanza arduo. Ciononostante, se proprio gli spazi disponibili sono pochi, è possibile coltivare alla base di fruttiferi o di piante ornamentali a fogliame caduco ortaggi poco esigenti e con apparato radicale poco profondo, quali ad esempio cipolle, agli, scalogni, ravanelli, rape. Un discorso a parte meritano i sempreverdi (conifere, lecci, magnolie, ecc.), che in generale proiettano sul terreno un cono d’ombra tale da non consigliare nessuna coltura sottostante; fa eccezione l’olivo, che con la sua debole ombra permette la coltivazione al pedale, oltre che delle ortive già dette, anche di altre piante che magari traggono vantaggio dalla non indifferente protezione costituita dallo stesso fogliame dell’olivo. Si può quindi, ad esempio, coltivarvi sotto il prezzemolo, magari proprio nel periodo freddo, dato che spesso, se messo all’aperto in pieno campo, tende a subire danni più o meno consistenti dal gelo; l’impianto conviene effettuarlo all’inizio dell’autunno, magari acquistando le piantine già pronte anziché seminarle in quanto la nascita del prezzemolo è molto lunga e richiede attenzione (annaffiature continue); inoltre, vi nascono contemporaneamente anche le infestanti, mentre, nel caso del trapianto, queste ultime vengono soffocate dallo sviluppo veloce del prezzemolo.

L’eventuale raccolta delle olive con la rete non creerà grossi problemi alle piantine, se stiamo un attimo attenti a non calpestare o strappare con il telo le medesime. Sempre sotto la chioma degli olivi, è possibile coltivare numerose specie aromatiche, che trarranno anch’esse vantaggio dal microclima riparato e luminoso che si crea sotto di essi; mi viene in mente ad esempio l’origano, che spesso si trova anche spontaneamente in questo habitat, la maggiorana, la nepetella, molto adoperata in Toscana ma che tende a sparire dalla pianura quando arrivano i primi freddi: si ritrova però, guarda caso, quasi sempre negli oliveti; ancora il pepolino o il timo o ancora la santoreggia di monte , per non parlare della salvia, del rosmarino e delle loro innumerevoli cultivar. Sotto gli olivi è possibile ricavare anche piccoli giardini rocciosi per aromi, magari arricchiti con qualche ornamentale quale ad esempio bulbose o rizomatose (Iris, giacinti, narcisi, ma anche lavandole o piccoli melagrani, mirti, primule.) Visto che stiamo parlando del periodo autunno invernale, continuiamo a vedere cosa può esserci di interessante (senza peraltro trascurare l’aspetto ornamentale) per questo periodo. Certamente, adesso, la fanno da padrone i cavoli, qualche fila di cavoli fiori o addirittura un’aiola, con le loro grandi teste bianche ed il fogliame esuberante, alternato da cavoli broccoli con la testa scura o anche rosso-violacea in alcune cultivar, farà certamente un grande effetto. Ma anche altri cavoli, dal verza al cappuccio (quest’ultimo disponibile anche con foglie blu scuro) e magari la caratteristica e resistentissima braschetta toscana, frammista a qualche cavolo ornamentale (anche questi, peraltro, commestibili) possono formare spazi, angoli o aiole degni di un giardino e utilissimi per ... insalate, verdure cotte e zuppe!. I cavoli, se piantati per tempo (se messi a dimora troppo tardi, non hanno il tempo di raggiungere il pieno sviluppo prima che venga il freddo) costituiranno l’ossatura di un orto/giardino di grande effetto. Un’ultima cosa, i cavoli sono disponibili sul mercato in piantine o a radice nuda (i primi sono senz’altro da preferire) a maturazione scalare, vale a dire che si trovano quelli che sono pronti da ottobre a dicembre (di 1°), poi da dicembre a febbraio (di 2°) e infine da febbraio a aprile (di 3°). Piantati alternativamente, si possono fare aiole dove si vedono poco gli spazi lasciati dai cavoli tolti. Spesso i cavoli vengono attaccati da una farfalla, la cavolaia, che depone le uova sulle parti tenere, diventando poi bruchi; questi rovineranno non poco l’aspetto dei cavoli o li brucheranno del tutto.

Anziché i metodi chimici, consiglio un’alternativa “ecologica”: comperate una rete tipo quella usata per le raccolta delle olive o quella impiegata per evitare che gli uccelli danneggino la verdura tenera: stendetevela sopra, evitando così alle farfalle di arrivare sulle foglie del cavolo per deporre le uova, la rete potrà poi essere tolta a fine autunno, quando le cavolaie scompaiono. Ancora di grande effetto ornamentale, per il periodo invernale, possono essere le insalate. Per questo periodo, non si possono certo coltivare insalate molto tenere, quelle per intenderci, del gruppo delle lattughe, perché facile preda dei geli e anche perché, a mio parere, in inverno si preferiscono insalate più consistenti; bisogna rivolgersi così alle indivie disponibili nella forma crispa (insalata ricciolina), con foglie profondamente laciniate disposte in grandi rosette e nella forma latifolia (la scarola) con foglie larghe, spatolate, dai margini appena frastagliati, con costola larga, anch’esse disposte in ampie rosette.
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