Orto o Giardino? Testi di
Umberto Zonca Parte prima Parte seconda Parte terza
Cos’è un giardino? Cos’è un orto? 
Da qualche tempo è anche disponibile, presso alcuni vivai, la ruchetta perenne (
Diplotaxis tenuifolia) che forma piccoli cespugli da cui è possibile in ogni stagione prelevare foglie dal sapore ancora più forte rispetto alla rucola classica; questa rucola perenne tende a diventare invasiva, occupando in poco tempo anche gli spazi vicini; è opportuno quindi coltivarla in spazi marginali, dove non si rischia di dover intervenire per togliere poi l’infestante. La stessa procedura di semina della rucola vale con i ravanelli, che così dureranno molto a lungo a causa della stagione e dei giorni corti; seminati all’inizio di ottobre, di solito si mantengono buoni fino a Natale; il gelo ha poco effetto su di essi. Andiamo ora a parlare di piante molto richieste negli orti/giardini sia per la relativa facilità di coltura che per la copiosa fioritura e la successiva, appetitosa fruttificazione: sono senza dubbio le fragole. La fragola è una pianta piuttosto vorace, che ama sole e acqua in abbondanza nel periodo vegetativo. L’impianto può avvenire in qualsiasi periodo dell’anno, in quanto si trovano piante coltivate in vaso in ogni stagione. Il loro costo è però assai elevato, se coltivate in contenitore, mentre è più abbordabile se acquistate quando, sul finire dell’estate, si trovano piante in vendita a mazzetti, solitamente tenute in frigo per ottenere fragole forzate in serre in periodi inverno primaverili. Io solitamente non le pianto subito a dimora nella parcella preparata, perché spesso le piante, fra il freddo che hanno patito e il caldo ancora presente nel terreno, subiscono uno stress tale per cui ne muore una buona quantità. Preferisco rinvasarle in vasetti di plastica in un buon terriccio, per metterle a dimora quando sono ben radicate e le piogge di fine estate hanno rinfrescato il terreno. Ci sono poi diverse soluzioni per evitare che i frutti maturi, toccando il terreno, marciscano o si imbrattino; chi usa il film di polietilene nero, ottimo anche perché, mantenendo il calore, tende ad anticipare la produzione di fragole e risolve quasi il problema delle infestanti, ma forse poco adatto in terreni argillosi perché tende a compattare il terreno, rendendolo poi difficile da annaffiare. La raccolta delle fragole si protrae per le rifiorenti per un lungo periodo, ma ho visto che poi, all’arrivo del caldo estivo tutte più o meno si fermano.

A questo punto, anziché annaffiarle quando ce lo ricordiamo o lasciarle vegetare stentatamente, è preferibile tagliare loro tutto il fogliame più o meno disseccato, lasciando solo il cuore delle piante e stendendo sul terreno che occupano uno strato di 3-5 cm di terriccio organico o stallatico perfettamente decomposto. Prima dell’autunno, dalle piante così sistemate, rispunteranno giovani germogli sani e robusti, che l’anno successivo ci daranno un nuovo e maggiore raccolto. Con questo metodo, inoltre, le piante di fragola mi sono durate anche dieci anni, mentre normalmente intristivano dopo due o tre. Un’altra pianta ortiva, che si raccoglie in inverno, è notoriamente
il porro. Questo si pianta d’estate e si sistema orizzontalmente nel solco in modo che, crescendo sotterrato per buona parte, lo stelo commestibile rimanga più tenero. La coltivazione è relativamente facile, pur necessitando di una buona concimazione e di frequenti adacquature, fino a che non iniziano le piogge autunnali. Il grosso problema del porro però è una mosca, che depone le uova sulla pianta; queste, una volta schiuse, si trasformano in bruchi famelici della parte più tenera e quindi di quella interrata, rovinando così il raccolto dei porri. Il sistema tradizionale prevede anche in questo caso trattamenti con insetticidi; molto più semplice ed efficace invece associare alla coltivazione del porro la carota: ne trarranno beneficio entrambe. E’ un dato ormai certo che l’odore della carota ha un forte effetto ripulsivo sulla mosca del porro, che così lascerà indenne quest’ultimo dall’infestazione; è altresì vero che il forte odore del porro (ma anche quello della cipolla e dell’aglio, che quindi possono essere coltivati in consociazione) ha un odore altrettanto repulsivo nei confronti della mosca della carota, che procura a queste danni analoghi a quelli provocati dalla mosca del porro. Con questa consociazione si raggiunge il duplice scopo di allontanare due temibili insetti dalle nostre colture. Basta appunto seminare una fila di carote (molto rade!) accanto ai porri per ottenere porri e carote senza alcun trattamento antiparassitario.Prima di parlarvi infine di qualcosa di ornamentale per questi giardini autunno-invernali, vi debbo anche dire che dove avete coltivato in un dato appezzamento di terreno un qualsiasi ortaggio, non è bene ripiantarlo nuovamente. Bisognerebbe attendere più anni, in particolare per ortaggi forti consumatori ma, visto che in piccoli spazi non vi è spesso questa possibilità, attendiamo almeno un anno prima di riproporlo nel solito posto e comunque dopo una adeguata concimazione organica. Anche nelle coltivazioni cosiddette “miste”, dove si coltivano più ortaggi con esigenze diverse e con tempi di maturazione diversi, bisogna stare attenti. Molti ortaggi non tollerano oppure gradiscono la presenza di altri vicini e quindi, se costretti, vegeteranno o molto bene oppure molto stentatamente. Per esempio il pisello non ama stare vicino all’aglio, le barberosse non sopportano porri e patate, l’aglio non va d’accordo con i cavoli in genere, mentre è gradito dai pomodori, dai cetrioli, dalle barberosse, dalle carote; ci sono tante altre combinazioni ancora di cui è bene tenere conto se non vogliamo partire a far l’orto con il piede sbagliato. Anche in questo periodo autunno-invernale, così povero di fiori, qualcosa è sempre possibile ammirare nel nostro orto/giardino. Qualche aiola o ciotola potrebbe ospitare delle piante di Iberis semperflorens, che con le sue bianche fioriture massive già nel periodo invernale ci renderanno meno triste l’inverno; e che dire del profumo che si comincia a sentire già in dicembre, del Calicanto d’inverno (Chimonanthus fragrans), con i suoi numerosissimi fiorellini gialli, penduli, già schiusi spesso per Natale? Certo, la pianta per eccellenza in questo periodo è l’Agrifoglio, in tutte le varie specie e forme, ma anche un bel nespolo del Giappone, con i suoi profumati fiori bianchi e un fogliame verde scuro, coriaceo, ci può allietare in queste uggiose giornate invernali.

E che dire del
corbezzolo? I suoi frutti ormai rossie il bel fogliame persistente ne fanno una delle piante più belle della nostra flora anche in inverno, cui riservare sempre un posto in giardino, anche se piccolo. Anche certi fruttiferi minori, quali l’azzeruolo o certe varietà di meli ornamentali, con i numerosi frutticini appesi ai rami per lungo tempo, fanno pensare a decorazioni natalizie create quasi appositamente. Stavo quasi dimenticandomi delle camelie, in particolare delle C. sasanqua e degli ibridi da essa derivati. Poche piante hanno per me un fascino così sottile come queste piante: il loro bel fogliame, i fiori generalmente grandi ma quasi sempre semplici con stami molto evidenti e i vivi colori, ne fanno piante di grande ornamentalità; ma quello che mi colpisce di più è soprattutto il loro profumo particolare, che mi fa venire alla mente fantastici luoghi remoti di paesi orientali. Con queste camelie è possibile avere un giardino fiorito da ottobre a febbraio, quando poi inizierà la fioritura della Camellia japonica. Perché sono ancora così poco impiegate? Non voglio infine parlare delle ormai troppo frequenti pansè, ma certo una bella aiola o ciotola riempita di queste, magari quelle a fiore piccolo che mi sembrano molto più “naturali” di quegli enormi ibridi che generalmente ci propongono, ha sempre un certo effetto. E le bulbose? Personalmente ho una fila di Nerine che generalmente cominciano a fiorire in ottobre, ma quest’anno, forse per la stagione sinora molto secca, hanno iniziato a vegetare da poco pur piene di bocci; speriamo che arrivino tutte a fiorire! Le altre bulbose non si vedono ancora ma presto, alcune già in gennaio, come certi crochi o narcisi, ci allieteranno se avremo avuto l’accortezza di piantarli per tempo, già in ottobre. Per concludere, l’orto-giardino ci darà grandi soddisfazioni sia sotto l’aspetto ornamentale, ma soprattutto avremo anche l’intima soddisfazione di consumare qualche ortaggio o frutto ottenuto con le nostre mani!