E’ opinione ormai radicata nella nostra cultura alimentare la necessità di incrementare l’apporto calorico quotidiano nella stagione fredda con l’introito di carne, verdure, legumi e frutta con la convinzione di “alzare la temperatura corporea” e rafforzare così le difese immunitarie contro il rischio di contrarre l’influenza, in questo periodo di grande freddo in tutta la penisola.
E’ indubbiamente fondamentale assumere verdure di stagione, soprattutto quelle ricche di vitamina A (spinaci, cicoria, zucca, ravanelli, zucchine, carote, broccoletti, ottimi anche cipolle e aglio possibilmente crudi per le proprietà antibatteriche non indifferenti) perché forniscono il giusto apporto di sali minerali e vitamine antiossidanti che sono di grande aiuto per combattere le conseguenze dello stress del cambio di stagione sull’organismo. Nella dieta non vanno inoltre trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli, lenticchie, fave secche) perché contengono ferro e sono ricchi di fibre che aiutano l’organismo a smaltire i sovraccarichi migliorando la funzione intestinale. Per quanto riguarda la frutta è di grande importanza il consumo di prodotti di stagione come i kiwi per il contenuto notevole di vitamina C.
Altro alimento sicuramente importante sono le carni, sia bianche che rosse, di cui però non bisogna abusare; a tal proposito va ricordato che in un soggetto normale l’assunzione di proteine deve essere compresa tra 0,8-1,3 grammi per Kg di peso corporeo. Per completare lo schema alimentare nelle stagioni fredde non si deve dimenticare il vino che, assunto in quantità quotidiane moderate, utilizza le proprietà antiossidanti dovute al contenuto in polifenoli. Il vino inoltre risulta particolarmente utile per facilitare la fase digestiva di pasti a più elevato contenuto calorico, come quelli invernali, determinando peraltro sensazioni di piacevole calore corporeo che si apprezzano negli ambienti freddi. Bisogna tuttavia precisare che, prima di consigliare di aumentare l’apporto calorico, andrebbe valutato ogni singolo caso; sono molte infatti le variabili da tenere in considerazione per attuare una dieta bilanciata che garantisca il giusto apporto di nutrienti, in particolare bisogna tener conto di età, sesso, indice di massa corporea, attività fisica, tipologia di impiego ed eventuali patologie associate.
Nella stagione fredda si registra un aumento spiccato delle affezioni delle vie aeree, come sinusiti, riniti, faringiti, laringiti e tracheiti, specie nei bambini, negli anziani e nei soggetti con scarse difese immunitarie, come evidenziato dal Centro di ricerche in Bioclimatologia medica dell’Università di Milano, che suggerisce di fare attenzione in modo particolare alle forti correnti d’aria, le quali possono portare fastidiosi mal di gola e tossi produttive, specie se in concomitanza con alti tassi di umidità atmosferica. Proprio per prevenire queste patologie è fondamentale una dieta varia che permetta all’organismo di disporre di tutti i nutrienti necessari per mantenere efficaci le difese immunitarie. Va ricordato inoltre che una dieta equilibrata, senza eccessi di grassi di origine animale, ha un’azione importante sul sistema cardiovascolare abbassando il rischio di formazione di depositi di colesterolo all’interno dei vasi, e, quindi, riducendo la possibilità di sviluppare fenomeni ischemici anche gravi.
Un possibile esempio di “dieta antigelo “, inizia la mattina con latte e miele a colazione, per arrivare a consumare nel pasto principale zuppe o minestre di verdure ben calde (300 calorie), con un secondo a base di carni bianche di pollo o tacchino (160 calorie) e contorno di verdura cotta o cruda (30-40 calorie) e due frutti di stagione (50-100 calorie). Concludendo, si può quindi affermare che la dieta svolge sicuramente un ruolo di primo piano nel mantenimento dell’omeostasi interna del nostro organismo, soprattutto nella stagione fredda, quando un corretto apporto calorico ed un giusto equilibrio tra i diversi nutrienti aiutano il sistema immunitario ad essere efficiente contro i malanni di stagione.