La dieta mediterranea nella prevenzione cardiovascolare
La dieta mediterranea nella prevenzione cardiovascolare
Prof. Riccardo Raddino
Professore associato Sezione di Malattie
Cardiovascolari Dipartimento Medicina Sperimentale Applicata
Università
degli Studi di Brescia
È ormai noto che “è più importante prevenire che curare”.
Questo concetto viene ribadito con sempre maggior forza dalla classe medica, ma il clinico che pratica la prevenzione non viene sempre apprezzato dal paziente, poiché i risultati non sono mai tangibili a breve termine a fronte di rinunce prolungate e cambiamenti di abitudini alimentari ormai inveterate.
Chi si occupa di Medicina Preventiva non svolge un’attività semplice, non solo per la difficoltà di trasferire in termini pratici le conoscenze scientifiche, ma anche perché deve essere lui per primo ad avere la certezza di quello che dovrà far conoscere alla stampa e al pubblico.
Molto spesso la scienza medica non trova pieno accordo su alcuni temi fondamentali e, purtroppo, se esiste qualcosa di contraddittorio, ciò piace molto alla stampa e all’informazione in generale.
La stampa, infatti, troppo spesso non va a cercare la verità da trasmettere ai lettori nel senso dell’educazione alimentare, ma cerca sempre di trovare lo “scoop”, la “notizia che fa notizia”, le adultererazioni, gli alimenti geneticamente modificati, o nella migliore delle ipotesi la dieta che risolve in poco tempo tutti i problemi dell’obesità senza alcuna sofferenza.
Oggi una delle diete più accettate non solo in Italia e nei paesi europei, ma anche in America, è la dieta mediterranea e proprio per questo non fa più notizia.
Nella nostra esperienza locale riguardante la prevenzione delle malattie cardiovascolari come l’infarto miocardico, lo scompenso cardiaco, l’angina pectoris, e in senso più generale la malattia aterosclerotica che può svilupparsi non solo a livello delle arterie che nutrono il muscolo cardiaco, le coronarie, ma anche in molti altri distretti vascolari, come quello cerebrale, renale, degli arti etc., la dieta mediterranea sembra aver fallito l’obiettivo.
Il quesito è se nella nostra regione, e in particolare nella nostra provincia di Brescia, sussistano le condizioni per seguire facilmente una dieta mediterranea.
La risposta è sicuramente positiva se siamo tutti convinti di trovare alla base della nostra cucina alcuni alimenti essenziali: la pasta, il riso, il pane, l’olio extravergine di oliva, il vino, il pomodoro, le erbe aromatiche (rosmarino, salvia, origano), i frutti e i vegetali.
Non mi soffermo sul pesce per il quale mi riservo alcune considerazioni più specifiche e che merita una trattazione a parte, soprattutto per il contenuto di acidi grassi poliinsaturi ,ma comunque tutti gli alimenti citati, compreso il vino, contengono in concentrazioni elevate acidi fenolici, flavoni e flavonoli che sono dotati di spiccate proprietà antiossidanti nei confronti dei meccanismi ossidativi responsabili di tutte le patologie degenerative dell’apparato cardiovascolare (infarto miocardio, ipertensione arteriosa, diabete mellito, obesità, ictus cerebrale, arteriopatie periferiche).
I carboidrati (pasta, riso, pane) assunti in quantità contenute, riducono l’assorbimento degli acidi grassi e di conseguenza i livelli di lipidi sierici (colesterolo e trigliceridi).
La quantità di cibo che assumiamo è comunque la principale determinante del peso corporeo e dovrebbe essere tale da farci rimanere entro i limiti ottimali definibili dalle nostre caratteristiche antropometriche.
L’esercizio fisico regolare aiuta a mantenere il peso corporeo ideale e contribuisce a tutta una serie di effetti favorevoli aggiuntivi sul rischio cardiovascolare.
Anche i ritmi caotici della vita moderna influiscono sulla scelta alimentare che spesso viene condizionata da spuntini a base di cibi precotti e ricchi di grassi animali a scapito di un pasto completo ed equilibrato dal punto di vista dell’apporto nutrizionale.
Tornando al nostro obiettivo territoriale mancato di prevenzione delle malattie cardiovascolari come dimostrato dall’aumento dei dati epidemiologici, è ancora la cardioprotezione esercitata dalla dieta mediterranea uno degli strumenti più efficaci; il parziale insuccesso non va ricercato nell’efficacia della stessa, ma nel fatto che pochi la seguano a vantaggio di altre opzioni alimentari che pure trovano proseliti nelle radici culinarie di buona parte della provincia (carni rosse, burro, formaggi, salumi). La classe medica, compresi i cardiologi, esce sicuramente condannata dal “tribunale degli spiedi” al cui cospetto spesso e volentieri si presenta senza alcun pentimento; ma questo potrebbe essere un aspetto marginale sia perché potrebbe riguardare una ridotta percentuale di individui, sia per l’appannaggio di tali abitudini alimentari a soggetti maturi o anziani e se ciò non andasse di pari passo ad un grave e dilagante fenomeno di obesità giovanile.
Tale fenomeno è ormai un problema epidemiologico di vaste dimensioni che ha una evidente base alimentare (fast-food, cibi preconfezionati, bevande zuccherate) e che si correla strettamente alla comparsa precoce di fattori di rischio cardiovascolare.
Spesso quando rientro nella mia città dopo un congresso in cui vi è stato dibattito sulle più recenti acquisizioni nutrizionali e sul ruolo dei fattori di rischio cardiovascolare nella epidemiologia del cuore e delle arterie, argomento che nei convegni medici è sempre più frequente, sono contento di avervi partecipato e di aver appreso nuovi concetti e nuove notizie, ma sono ancor più fiducioso pensando a cosa ci offre la nostra provincia: dai vigneti della Franciacorta, del basso Garda, della riviera del Garda, di Cellatica, di Botticino, di Capriano del Colle; all’olio dei frantoi del lago di Garda e del lago d’Iseo; alle coltivazioni di ortaggi e frutti delle vaste pianure della zona sud della provincia.
I prodotti adeguati, pertanto, non mancano; gli alimenti che rientrano nei canoni della dieta mediterranea anche nella nordica Brescia, sono tutti reperibili, il problema è quello di far giungere al pubblico informazioni utili, certe e facilmente fruibili.
Anche nei congressi scientifici nei quali si parla di nutrizione sarebbe auspicabile utilizzare strumenti maggiormente divulgativi; ciò allo scopo di migliorare le condizioni di salute della popolazione e di raggiungere la cittadinanza con consigli che indichino quale sia la maniera migliore di alimentarsi.
La città di Brescia e la sua provincia possiedono le potenzialità per potersi rapidamente allineare per abitudini alimentari mediterranee agli standard nazionali di uno dei paesi più longevi del mondo.