La cerimonia del Tè - Kung fu cha - Parte seconda
Testi di Ruggero Bonometti - Presidente “Peonia Bianca” - Associazione Amanti del Tè
Fotografie GB Services Studio
Kung fu cha è la procedura formale per la preparazione del tè della tradizione cinese. Questa procedura era diffusa tra le classi agiate della Cina medievale ed era un metodo per sgombrare la mente e prepararla alla meditazione o alla discussione di un argomento importante con gli altri commensali.
Nella prima parte, abbiamo presentato la cerimonia del tè
Kung Fu, in particolar modo vi abbiamo mostrato fotograficamente una delle scuole di pensiero presenti in Cina, riguardo all’applicazione del cerimoniale del Kung Fu Cha.
Con la prima, debitamente spiegata, si è potuto apprezzare la caratteristica del servizio fatto con le piccole tazzine da 30 ml. ma prima di entrare nei particolari, per presentarvi al meglio una seconda scuola di pensiero e un’altrettanta preparazione, è utile soffermarsi ancora sull’argomento, presentandovi schematicamente la procedura formale e alcune curiosità legate ad essa.
Kung fu cha è la procedura formale per la preparazione del tè della tradizione cinese. Questa procedura era diffusa tra le classi agiate della Cina medievale ed era un metodo per sgombrare la mente e prepararla alla meditazione o alla discussione di un argomento importante con gli altri commensali. La conoscenza del corretto metodo di preparazione del tè era segno distintivo del nobile e dell’intellettuale come il dipingere o la calligrafia. Contrariamente al Cha no yu giapponese, non si tratta di una vera e propria cerimonia poiché l’aspetto religioso e/o sacrale è pressoché assente.
L’espressione
Kung fu cha (o
Gong fu cha) può essere tradotta approssimativamente con té
preparato con cura ed attenzione.
Essa è composta dalla parola
cha che indica il tè e dall’espressione
kung fu che ha numerosi significati tra i quali: duro lavoro, conseguimento di un risultato, attenzione e tempo libero. L’atteggiamento d’impegno ed attenzione che deve essere posto nella preparazione del tè kung fu è lo stesso che deve essere impiegato nella preparazione atletica e questo spiega perché il termine
kung fu venga usato tanto per il tè che per le Arti marziali cinesi.

Come ricordato nella parte prima, solitamente il tè utilizzato per questa cerimonia è del tipo semi-fermentato o Oolong (o Wulong).
Più raramente si utilizzano anche tè verdi, purchè siano di qualità straordinaria. Il tè preparato in questo modo è molto più forte di un normale infuso e si sorseggia quindi come un liquore in tazze minuscole, come ben abbiamo presentato la volta scorsa.
I movimenti sono estremamente aggraziati, fluidi e precisi. L’intero processo richiede circa 10 minuti, sebbene i maestri più esperti ne impieghino appena cinque. Ogni oggetto utilizzato, deve essere piccolo, delicato. Ma veniamo alla descrizione della seconda scuola di pensiero che vede modificate innanzi tutto le tazze e il sistema di servizio. Altri particolari restano simili se non uguali, ma vediamo quali sono. La teiera per il servizio Gongfu deve essere preferibilmente in terra Yixing e tanto il tè quanto l’acqua, devono essere della migliore qualità. Se il tè è semifermentato si riempie metà teiera, se invece si tratta di un tè verde se ne riempie solo un terzo; la

quantità di tè può sembrare eccessiva rispetto alle dimensioni della teiera e rispetto all’acqua: quest’ultima però ad ogni infusione bagna le foglie solo per pochi secondi.
Anche per questa seconda versione, il primo passo consiste nel lavare e scaldare la teiera e le tazze all’ interno e all’esterno. Indispensabile per questa operazione e per l’intera durata della cerimonia è il vassoio serbatoio in legno o bambù, le cui fessure raccolgono l’acqua in eccesso. La teiera va tenuta in modo preciso: l’Indice deve premere sul coperchio in modo da tenerlo fisso in posizione.
Con un cucchiaio si estraggono le foglie dal barattolo e si mostrano a ciascun ospite, iniziando dal più anziano. Questo è un gesto molto importante perché, quando si prepara il tè con la cerimonia del Gongfu, si prediligono tè speciali. Alcuni di essi sono molto cari e pregiati, quindi gli ospiti importanti o gli intenditori sono lieti di guardare le foglie del tè scelto. Dopo aver mostrato le foglie, osservato il colore, la forma, e sentito l’aroma, le stesse si versano nella teiera pulita

e riscaldata. Si comincia a versare l’acqua bollente intorno alle pareti interne della teiera: in questo modo il tè ammucchiato al centro può assorbirla lentamente.
A questo punto si riempie la teiera sino all’orlo e si chiude con il coperchio. Immediatamente si procede a gettare via anche questa prima velocissima infusione sul vassoio, sia per lavare le foglie, sia per iniziare a sprigionare l’aroma. Così si riempie nuovamente la teiera con acqua bollente e si lascia il tè in infusione per meno di un minuto: secondo i cinesi dovrebbe corrispondere al tempo di quattro o cinque respiri lenti. Ora si versa il primo vero infuso di tè. Si solleva la teiera, si asciuga la base con un tovagliolo di buon tessuto e si comincia a versare. Ci si muove avanti e indietro lungo la fila di tazze fino a riempirle: è un movimento che deve mantenersi continuo in modo che il flusso di tè rimanga costante.

Come si vede dalle fotografie, al contrario del cerimoniale presentato la volta scorsa, in questo caso il tè, viene servito dal cerimoniante, nella tazzina stretta ed alta, la quale poi viene abbinata ad una seconda di forma più usuale appoggiata accanto, su un piattino di legno.

Resta poi all’ospite l’impegno, di trasferire il contenuto dalla prima, alla seconda.
Non si tratta di giochi di prestigio, ma del fatto che questa operazione, fa sì, che si incrementi attraverso una maggiore ossigenazione lo sviluppo dell’aroma e del sapore della bevanda.
Logicamente per travasare dal bicchierino “torre” il tè, nella tazzina bassa, l’operazione deve essere eseguita con mano abbastanza ferma, e quindi, con decisione.

Il liquido, per mancanza d’aria, non esce dalla prima tazza, sino a quando la medesima non venga sollevata creando un “Blob”, per risucchio.
Ad una prima interpretazione, la cosa potrebbe passare, per molto macchinosa, in realtà bisogna considerare comunque lo scopo di tali cerimoniali. Il convivio amichevole, che possa far trascorrere tempo, apprezzando le cose semplici come alcune tazzine di tè, ma in ambiente calmo, sereno e rilassato. Poco dopo si è pronti per la seconda infusione delle stesse foglie (si può arrivare fino a quattro infusioni); dura un pò di più rispetto alla prima e possiede un aroma più debole ma un sapore più deciso.
Questo accade perché le sostanze volatili sono quelle che generano l’aroma ed è evidente che esse siano più presenti nella prima infusione piuttosto che nella seconda, mentre il sapore è dato dalle molecole che non evaporano così facilmente e che quindi si concentrano nella seconda infusione.
Il tè va centellinato, sorseggiato piano e con cura.

Va trattenuto sotto il palato per qualche secondo con lo scopo di apprezzare al meglio ogni sfumatura del suo sapore.
Finito di gustare, le foglie e il liquido avanzati si gettano, a dire il vero a volte anche dopo l’infusione alcuni sono soliti annusare e osservare le foglie, o

addirittura mangiare le stesse. Importante al termine, è anche strofinare gli accessori finchè non siano perfettamente asciutti e puliti, per poter essere utilizzati correttamente la prossima volta.
Vi voglio proporre una poesia che ben riassume la millenaria arte della cerimonia del tè, antichi versi dedicati all’ospite, capaci di trasmettere a colui che li legge, serenità e piacere.
Servizio a cura di
Piero Muscio, che ringraziamo per la sua cortese disponibilità.