La gioia di mangiare

La gioia di mangiare 
Testi di Stefania Bonamassa - Fotografie GB Services Studio

Mangiare è un atto ricco di significati; la sensazione di sazietà e di appetito soddisfatto condizionano il nostro stile di vita.
Sarebbe bello per ognuno potere percorrere la strada del “piacere alimentare” legando le abitudini giornaliere alla gastronomia attraverso l’espressione di emozioni soggettive. Unire dunque gusto, olfatto, vista, udito, tatto per potere esprimere gioia a tavola è la soluzione vincente…


La semplicità di un sorriso mi ha sempre fatto riflettere sull’importanza di esprimere la propria gioia; questo percorso può essere intrapreso solo se si ha voglia di essere felici, soprattutto a tavola.
Come diceva Gioacchino Rossini: “Non conosco una occupazione migliore del mangiare, cioè, del mangiare veramente. L’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore. Lo stomaco è il direttore che dirige la grande orchestra delle nostre passioni”… parole attendibili direi visto che il famoso compositore ha conosciuto i migliori chef del mondo, omaggiando i piatti che gli venivano presentati con tanto di complimenti per maitre, sommelier e camerieri.
Ultimamente sono stata in giuria ad un concorso gastronomico e ho ritrovato in me forte la gioia di assaporare portate di un certo livello; davanti ai miei occhi scorrevano forme, colori, tonalità che ho apprezzato.
Mangiare con gusto è importante ma soprattutto mantenere una alimentazione “intelligente” dove ci sia il movimento di stimoli sensoriali – in modo specifico gustativi, olfattivi, visivi, tattili – che possano avvicinarci ad un cibo “pensante”; facile però trovarsi a ragionare su portate di chef conosciuti..
Nella vita di tutti i giorni, tenendo conto dei tempi frenetici che viviamo, non credo ci sia il tempo per dedicarsi troppo ad una alimentazione ricercata rendendo nota la propria gioia.
Si può essere, infatti, felici di mangiare anche a casa cucinando un bel piatto di fusilli al pomodoro, senza troppi sfarzi; l’aspetto importante da considerare è con quale atteggiamento ci avviciniamo alla tavola, se con il sorriso oppure il carico di problemi che accompagna le giornate. Il momento del sedersi a tavola deve essere vissuto come momento di esaltazione per il proprio stomaco che deve lavorare non per sopravvivere ma per gioire quando il cibo attraversa il “sentiero” della digestione. La mia filosofia di vita è che bisogna mangiar bene e sano, combinare dunque l’aspetto salute con la gioia di vivere; tutto questo parte da una alimentazione giusta, senza ossessioni a volte opposte e pericolose.
Non ha eguali il rientro a casa la sera con “piedi sul tavolino, seduti e rilassati, bicchiere in mano e stuzzichini da rosicchiare” preparati magari da noi in pochi minuti con ingredienti essenziali ma che deliziano il nostro palato, la scelta è varia, senza obblighi.. l’importante è essere felici senza aprire tristemente il frigo e trovarvi yogurt, carote o qualcosa che assomigli ad un cibo commestibile.
La qualità e la scelta del cibo sono fondamentali; non meno il piacere di preparare il cibo. Prima regola è gratificare il gusto, quindi realizzare piatti creativi (magari improvvisando un sorriso con una fettina di salame nostrano..) alternati ad altri più classici; poi soddisfare la vista curando l’ambiente; anche il tatto non va trascurato, utilizzando stoviglie originali e infine appagare l’udito con musica non invadente, in grado di esaltare un pranzo o una cena.
E’ importante ricordare che mai come in questi ultimi anni la scienza ha compiuto passi così importanti nella comprensione dei meccanismi alla base dei rapporti tra alimentazione e stato di salute. Nello stesso tempo, anche nell’opinione pubblica sta crescendo la consapevolezza che una corretta alimentazione, o meglio ancora un corretto stile di vita, sia il modo migliore per fare scorrere il tempo. I rapidi cambiamenti avvenuti nella società hanno modificato radicalmente abitudini alimentari e stili di vita. Paradossalmente, il miglioramento della qualità della vita, la facilità di accesso ai servizi e l’accresciuta disponibilità alimentare si sono tradotti in modelli alimentari negativi; da qui un preoccupante aumento delle patologie croniche collegate all’alimentazione.
Dunque state attenti a come mangiate! Prima pensate alla vostra salute poi verrà il resto!..
A questo punto la sfida è grande.. in un mondo in cui l’aspettativa di vita e di salute cambiano così rapidamente l’alimentazione di oggi è adeguata al cervello di domani?..
Vi invito ad una attenta riflessione, non fosse altro per giustizia verso i più appassionati di degustazione e anche verso coloro che per svariati motivi trascurano la strada di una corretta alimentazione senza rendersi conto dell’enorme danno che portano alla qualità della propria vita. La gioia di mangiare deve essere comunque sempre legate ad “una corretta alimentazione”; sorridere, sentirsi appagati a tavola con la voglia di migliorare il proprio rapporto con il cibo è fondamentale.
Gioia di mangiare dunque in qualunque occasione: nel tramandare vecchi sapori all’interno di una tradizione con piatti tipici di una cultura, di un popolo o di una regione; nell’amicizia considerato che l’offerta di cibo è il primo gesto di condivisione in ogni parte del mondo; nel ritrovarsi in famiglia, in occasione di una festività con tutti i gesti della convivialità. E ancora, gioia di mangiare, nell’approfondimento di un rapporto visto che a tavola si è più schietti, ci si lascia andare di più; nel piacere di assaporare il cibo con un piatto fumante davanti... il profumo, l’assaggio, poi l’appetito che con il piacere viene soddisfatto; e infine gioia di mangiare come rituale, l’attenzione nel preparare la tavola, per sé e per gli altri, la disposizione delle posate, e poi la cura nel cucinare i propri piatti preferiti, quelli che, lo sappiamo, sono le nostre specialità...  Momenti preziosi, da ritagliarsi come antidoto alla frenesia dei tempi d’oggi, e da pensare come gesti per prendersi cura di sé.