Lepre

Lepre: la minilepre e il coniglio selvatico   -  VINI&CUCINABRESCIANA

Lepre comune
L’allevamento della lepre viene generalmente effettuato in coppia fissa in gabbie sopraelevate all’aperto di differente forma e dimensione (raramente vengono utilizzate gabbie harem con un maschio e 4-5 femmine). Le gabbie presentano sempre una zona di display ed una di rifugio, quest’ultima è separata per il maschio, la femmina ed i leprotti, I riproduttori vengono scelti fra i primi nati dell’anno precedente e vengono mantenuti in produzione per 4-5 anni.
I leprotti vengono trasferiti in gabbie singole (o bicellulari) all’età di 25-30 giorni. Le giovani lepri prima della liberazione devono trascorrere un periodo di 28-35 giorni di preambientamento in recinti a terra per l’allenamento alla corsa e l’adattamento all’alimentazione naturale, pena l’inutilità della liberazione.
Raramente, quando la popolazione di lepri è elevata possono verificarsi danni ai giovani impianti forestali, ed alle coltivazioni di cereali, barbabietola e girasole.
Riproduzione: gli accoppiamenti avvengono da Dicembre a Luglio, i parti da Febbraio a Ottobre.
La gestazione dura 42 giorni. La lepre effettua da 1 a 4 parti l’anno con 1 - 2 leprotti per parto (raramente in natura si verificano parti di 3-4 leprotti), la produttività annua è di 1 - 6 leprotti. L’ovulazione è provocata dall’accoppiamento e la lepre può essere fecondata una seconda volta 4-10 giorni prima del parto in virtù del fatto che l’utero è bipartito (fenomeno della superfetazione). I sessi possono essere distinti solo tramite l’esame diretto dell’apparato genitale.
La produzione di due tipi di feci (cuoriformi e appuntite) viene infatti effettuata da entrambe i sessi in funzione dello stato funzionale del colon-retto
e non sono differenziate nei due sessi come da credenza popolare.
I leprotti vengono allattati per 2 - 3 settimane e vengono completamente svezzati a 4-5 settimane.
Maturità sessuale: 1 anno.
Longevità : fino a 12 anni ma in natura raramente
supera i due-tre anni.
Adulto: peso vivo, 4 - 5 kg; lunghezza, 47 - 87 cm (di cui 7 - 11 cm di coda); forma: slanciata con capo piccolo ovale provvisto di occhi grandi sporgenti e orecchie molto lunghe e mobili (12 - 14 cm); zampe posteriori decisamente più robuste e più sviluppate di quelle anteriori; pelliccia fulvo-grigiastra con sfumature oscure sul dorso, petto e fianchi più rossastri, ventre e parte interna delle zampe biancastri.
Giovani: i leprotti alla nascita hanno gli occhi aperti, la pelliccia è completamente formata e sono subito in grado di correre.
Habitat: Animale solitario, è diffuso nei terreni scoperti più o meno coltivati (prati, pascoli, erbai, vigne, campi a cereali ecc.) intercalati con siepi o boschetti; è attivo al crepuscolo e durante la notte.
Le popolazioni italiane di lepri, un tempo differenziate, sono ormai geneticamente inquinate per l’introduzione, attraverso i ripopolamenti venatori, di coppie importate dall’Europa centro-orientale e persino dall’Argentina.
Caratteristiche comportamentali: animale solitario, attivo tutto l’anno, si sposta a balzi ma quando fugge corre molto rapidamente e può raggiungere, in corsa, punte di velocità di 60 - 70 km/h; l’attività è crepusculare e notturna; durante il giorno rimane nascosto in un piccolo avvallamento che scava nel terreno scoperto fra l’erba alta, lungo un argine o sotto un cespuglio; in inverno talvolta può rifugiarsi sotto la neve.
Regime alimentare: esclusivamente vegetale: si nutre di moltissime specie vegetali piante erbacee e arbustive, cereali, bacche, e frutti.

Minilepre
Il nome comune della specie è “cottontail” (letteralmente coda di cotone). Ciò deriva dal fatto che la parte interna della coda e gran parte del posteriore è bianco e ricorda la bambagia contenuta nelle capsule mature della pianta del cotone prima della raccolta.
Il nome scientifico attualmente accettato è Sylvilagus floridanus (Il nome originale era Lepus sylvaticus floridanus da cui uno il nome comune italiano “minilepre” che associa il vecchio nome scientifico al termine che descrive le dimensioni dell’animale).
Adulto: 0,6 - 1,3 kg; lunghezza: 18 cm (7,09 pollici), larghezza 13 cm (4,9 pollici) e altezza 12 cm 4.71 pollici (di cui 2 - 5 cm di coda); forma: orecchie corte (4 - 7 cm); zampe posteriori più lunghe delle anteriori; Il colore del mantello nelle parti superiori varia dal grigio al bruno rossiccio mentre nelle parti inferiori è bege o biancastro.
La nuca è rossastra, raramente nera. Il sylvilago è di dimensioni leggermente inferiori a quelle di un coniglio selvatico e le femmine sono solitamente più grandi dei maschi. In natura è facile riconoscerlo dalla lepre comune per le minori dimensioni e la fuga a piccoli balzi zig zagante e per brevi tratti. Può essere distinto dal coniglio selvatico per la colorazione del mantello, della coda, le orecchie più piccole, ma soprattutto perchè dopo la fuga non si rintfugia mai in tana.
Giovani: Le giovani minilepri, nascono in un nido ricavato in una depressione del terreno.
Alla nascita sono ricoperte da una fine peluria. Gli occhi sono chiusi e si aprono a 4-7 giorni. I giovani escono dal nido a 12-16 giorni.
Sono svezzati, e completamente indipendenti, a 4 - 5 settimane.
Habitat: Animale solitario, attivo tutto l’anno, si sposta a balzi e quando fugge può raggiungere, in corsa, punte di velocità di 60 - 70 km/h; l’attività è crepusculare e notturna; durante il giorno rimane nascosto in un piccolo avvallamento che scava nel terreno scoperto fra l’erba alta, lungo un argine o sotto un cespuglio.
Si avvicina spesso alle aree urbane e sub-urbane.
Caratteristiche comportamentali: è una specie solitaria raramente avvistabile in gruppi numerosi. L’attività della minilepre è essenzialmente crepuscolare o notturna, periodi durante i quali si dedica alla alimentazione. Durante il giorno rimane di solito nascosta in piccole depressioni del terreno coperte da fitta vegetazione o da altri oggetti. Può comunque essere vista a qualsiasi ora del giorno: l’attività diurna aumenta durante le giornate di pioggia o di nebbia.
Analogamente al coniglio la minilepre si sposta solo per distanze ridotte. In considerazine del fatto che la specie non scava tane profonde (a differenza del coniglio) e non è in grado di correre per lunghi tratti (a differenza della lepre), necessita di zone di vegetazione fitta e intricata disposte “a macchia di leopardo” dove andare a nascondersi quando viene inseguita.
Negli USA l’introduzione del Sylvilagus floridanus negli Stati dove non era presente ha determinato la riduzione numerica delle altre specie di lagomorfi presenti.
Regime alimentare: Esclusivamente vegetale, si nutre di moltissime specie vegetali piante erbacee e arbustive, cereali, bacche, e frutti.
Home range: I giovani nati vengono letteralmente scacciati dall’home range della madre a circa 7 settimane.
Riproduzione: La stagione riproduttiva inizia in febbraio e termina generalmente in settembre. L’ovulazione è provocata dall’accoppiamento. L’accoppiamento è promiscuo. Il nido è generalmente una depressione del terreno nascosta da vegetazione e pelo (o una tana abbandonata o scavata obliquamente dall’animale).
Le misure medie sono lunghezza 18 cm, larghezza 13 cm, e profondità 12 cm.. la gestazione dura mediamente 28 giorni (25-35 giorni).. La nidiata può variare da 3 a 8 minilepri (teoricamente la produzione per anno può raggiungere 35 giovani).
Maturità sessuale: La maturità sessuale viene raggiunta a 2 -3 mesi di età . La maggioranza delle femmine si riproduce però solo l’anno successivo alla nascita ma il 10-36% delle femmine può riprodursi nella stessa stagione di nascita (nell’estate se sono nate in inverno). La vita media è 15 mesi.
Allevamento: L’allevamento della minilepre viene generalmente effettuato in coppia fissa in gabbie sopraelevate all’aperto di differente forma e dimensione ma comunque fornite di cassetta nido. I riproduttori vengono scelti fra i primi nati dell’anno precedente e vengono mantenuti in produzione per uno due anni.
I giovani sylvilago vengono trasferiti in gabbie singole all’età di 25-30 giorni. Quando la popolazione di minilepri è elevata possono verificarsi notevoli danni a tutte le coltivazioni, persino le zone coltivate nelle aree suburbane non vengono risparmiate.

Coniglio selvatico

Adulto: peso vivo: 0,7 - 2 kg, lunghezza: 38 - 53 cm (di cui 4 - 8 cm di coda); corpo rotondeggiante, orecchie lunghe (6 - 7 cm). Zampe posteriori lunghe. Pelo rossastro, grigio o grigiogiallo- marrone sul dorso, macchia rossa sulla nuca, ventre e parte interna delle zampe biancastre, orecchie grigie, esternamente brune e biancastre internamente.
Giovani: - I piccoli nascono sotto terra, in una galleria che la coniglia ha scavato apposta per loro, nascono nudi (senza pelo) e ciechi (tengono gli occhi chiusi). Aprono gli occhi a circa 10 giorni.
Caratteristiche comportamentali: Attivo tutto l’anno, il coniglio selvatico è una specie gregaria, vive in gruppi familiari comprendenti fino a 25-30 individui. L’attività è crepuscolare e notturna, solo parzialmente diurna. Predilige le zone di confine dei boschi e delle macchie scavando lunghe e intricate gallerie nel sottosuolo.
Regime alimentare: Il regime alimentare è esclusivamente vegetale: prati a graminacee e leguminose, cereali coltivati.
Habitat: vive generalmente in terreni sabbiosi, ben esposti e piuttosto asciutti, predilige i terreni incolti, freschi, in prossimità di boschi. I cespugli della macchia offrono all’animale un riparo sicuro in cui scavare la tana, mentre le zone erbose gli assicurano il cibo.
Riproduzione: La conigliera é fatta da lunghe gallerie che portano a tante “stanzette”.
Generalmente si possono distinguere due tipi di gallerie: a) a fondo cieco, generalmente scavata dalla femmina per partorire, b) interconnesse con slarghi agli incroci, usate come abitazione e rifugio degli adulti. Perché i nidi dei piccoli siano più morbidi e caldi, le mamme le foderano la “stanza” con ciuffi di pelo ed erba secca.
Maturità sessuale: La maturità sessuale viene raggiunta a 3-4 mesi. La durata della vita può arrivare a 10 anni. La femmina effettua da 3 a 5 parti all’anno, da febbraio ad agosto (3 - 6 coniglietti per parto). La gestazione dura 28-30 giorni. I giovani vengono allattati generalmente un sola volta al giorno. La madre rimane durante il giorno all’interno della stessa tana dove sono i giovani conigli ma in una diversa porzione della stessa.
Allevamento: L’allevamento del coniglio viene generalmente effettuato in gabbie metalliche sopraelevate in capannoni o, in alternativa, in gabbie di in materiali vari all’aperto. Le gabbie delle femmine sono munite di cassetta nido e si differenziano da quelle dei maschi, che vengono allevati separatamente, che molto spesso sono circolari per favorire l’accoppiamento.
In allevamento il rapporto maschi femmine varia da 1/ 4-5 fino a 1/. Il primo accoppiamento nelle femmine si realizza a 5 mesi e nei maschi a 6 mesi.
Se si dispone di illuminazione artificiale il periodo riproduttivo si protrae per tutto l’anno e la femmina viene portata alla gabbia del maschio generalmente dopo 10-14 giorni dal parto (è possibile accoppiare la femmina anche entro tre giorni dal parto oppure dopo lo svezzamento dei conigli a circa un mese).
I conigli svezzati possono essere mantenuti in gruppo o essere allevati in gabbie bicellulari.